La flogosi o infiammazione è un meccanismo di difesa innato nel nostro organismo, rappresenta una risposta omeostatica la cui finalità è il ripristino dello stato stazionario ottimale. E’ caratterizzata da due eventi fondamentali: aumento della permeabilità vascolare che precede e prepara la successiva migrazione leucocitaria.

I segni cardinali dell’infiammazione sono: rubor, tumor, calor, dolor e functio laesa (rossore, tumefazione, calore, dolore e perdita di funzione). Questi segni cardinali sono più evidenti nell’infiammazione acuta che in quella cronica.

Tipi di infiammazione

Esistono due tipi di infiammazione in base a un criterio temporale :

  1. ACUTA: risposta rapida a un agente lesivo che serve a portare nella sede di lesione i mediatori della difesa dell’ospite, leucociti e proteine plasmatiche. Stimoli scatenanti: infezioni e tossine microbiche, traumi, agenti fisici e chimici (lesioni termica come ustioni, congelamento, irradiazione, o sostanze chimiche ambientali), necrosi tissutale, ipossia, corpi estranei (schegge, sporcizia etc), reazioni immunitarie o di ipersensibilità.
  2. CRONICA: infiammazione la cui durata è prolungata nel tempo (settimane o mesi), in cui procedono contemporaneamente l’infiammazione attiva, la distruzione di tessuto e i tentativi di riparazione. Si instaura, quando l’infiammazione acuta non riesce a risolversi. In base a una classificazione spaziale, può essere classificata in diffusa (infiammazione cronica interstiziale) oppure circoscritta (infiammazione cronica granulomatosa). L’infiammazione cronica ha spesso un esordio insidioso, manifestandosi come una risposta debole, asintomatica. Tipica di alcune patologie come artrite reumatoide, aterosclerosi, tubercolosi e patologie polmonari croniche. Cause: infezioni persistenti (es: bacilli tubercolari, sifilide, e alcuni virus, funghi e parassiti); prolungate esposizioni ad agenti tossici (es: particelle di silicio); autoimmunità cioè reazioni immunitarie contro i tessuti dell’individuo stesso (artrite reumatoide, lupus eritematoso). Un tipo di infiammazione cronica è quella silente che è al di sotto del valore soglia di dolore e quindi la più subdula, che può agire per anni indisturbata causando malattie cronico-degenerativo degli organi

Le fasi del processo infiammatorio:

  1. Fase di riconoscimento: mediata dal sistema nervoso o da recettori presenti sulle membrane cellulari o liberi nel mezzo ambiente
  2. Fase di segnalazione: converte il riconoscimento nella emissione di segnali chimici o nervosi che agiscono a livello delle strutture cellulari o acellulari che fungono da effettori.
  3. Fase di realizzazione: traduce il segnale in risposta: secrezione di ormoni o messaggi sinaptici, modificazione del metabolismo e comportamento cellulare, attivazione di cascate enzimatiche)

La reazione infiammatoria consta di due componenti principali, una reazione vascolare e una cellulare, in cui sono coinvolti molti tessuti e cellule, tra cui il liquido e le proteine del plasma, le cellule circolanti, i vasi sanguigni e i costituenti cellulari ed extracellulari del tessuto connettivo.

Cellule e Mediatori flogistici:

Le principali cellule coinvolte nel processo infiammatorio sono:

  • granulociti (basofili, neutrofili ed eosinofili)
  • monociti (in circolo) e macrofagi (nei tessuti)
  • mastociti
  • linfociti (T, B e NK)
  • cellule endoteliali
  • piastrine e fibroblasti

I mediatori flogistici sono normalmente presenti nel nostro corpo, ma in forma inattiva o sequestrati in siti intracellulari, e in seguito a uno stimolo infiammatorio vengono attivati, liberati o se ne induce la sintesi.

  • ammine vasoattive: istamina e serotonina. Queste sono tra i primi mediatori ad essere liberati durante l’infiammazione, poiché sono presenti in scorte precostituite nelle cellule
  • proteine plasmatiche: il sistema delle chinine; il sistema del complemento (mediatori più importanti sono C3 e C5); il sistema della coagulazione; il sistema della fibrinolisi
  • metaboliti dell’acido arachidonico: ecosanoidi: prostaglandine, leucotrieni, e trombossani
  • prodotti dei leucociti: enzimi lisosomiali e chemochine
  • miscellanea: radicali liberi dell’ossigeno; fattori attivanti le piastrine (PAF); ossido di azoto (NO)

Effetti sistemici dell’infiammazione

Le alterazioni sistemiche all’infiammazione, sono dette reazione di fase acuta, o sindrome da risposta infiammatoria sistemica (SIRS). Le reazioni di fase acuta sono:

  • Febbre (innalzamento della temperatura corporea di 1-4 °C)
  • Aumento delle proteine di fase acuta. Plasmaproteine sintetizzate soprattutto nel fegato, la cui concentrazione puo’ aumentare fortemente nel corso della risposta agli stimoli infiammatori: proteina C reattiva (CRP), fibrinogeno, proteina sierica A dell’amiloide (SAA). La sintesi di queste molecole da parte degli epatociti è regolata soprattutto da citochine: IL6 (per CRP, e fibrinogeno) IL1 o TNF (per SAA).
  • Leucocitosi (aumento del numero di globuli bianchi nel sangue)
  • Astenia, inappetenza, malessere generale, (probabilmente causate dagli effetti delle citochine sulle cellule cerebrali)
  • Tachicardia (aumento del battito cardiaco al di sopra dei 90 bpm)
  • Aumento della pressione arteriosa
  • Diminuzione della sudorazione (a causa del ridimensionamento del flusso ematico del letto vascolare cutaneo e profondo, per ridurre al minimo la perdita di calore attraverso la cute)
  • Brividi (ricerca di calore)

Infiammazione silente

L’ infiammazione silente, come detto precedentemente, è quel tipo di infiammazione subdola, perché può agire per anni indisturbata.

Fattori di rischio:

  • Età (avanzare dell’età è correlata con un aumento delle molecole infiammatorie, probabilmente dovuto a una disfunzione mitocondriale, accumulo di radicali liberi e un aumento di grasso viscerale)
  • Cattive abitudini alimentari (eccesso di cibo industrializzato ricco di zuccheri, additivi, conservanti, grassi saturi e trans)
  • Stress tossici ed ambientali, in particolare lo stress cronico che porta a un aumento di cortisolo.
  • Obesità (il tessuto grasso è un organo endocrino e rilascia diverse adipochine e mediatori proinfiammatori)
  • Sindrome metabolica
  • Stress ossidativo
  • Bassa produzione di ormoni sessuali
  • Disordini del sonno
  • Fumo
  • Eccesso di acido arachidonico (che porta a un eccesso di ecosanoidi proinfiammatori),
  • Scarsità nella dieta di EPA e DHA.

Segni di infiammazione cronica:

  • Fatica costante e insonia
  • Depressione, ansia
  • Problemi gastrointestinali: costipazione, diarrea, reflusso acido
  • Aumento di peso
  • Infezioni frequenti
  • Ritenzione idrica
  • Dolori

Alcuni esami del sangue che possono indicare uno stato infiammatorio

  • Albumina sierica (in particolare ipoalbuminemia) proteina prodotta dal fegato con diverse funzioni, tra cui la conservazione corretta dei liquidi nell’organismo, trasporto di diverse sostanze quali ormoni, vitamine, farmaci, e ioni (ad esempio il calcio) a tutto l’organismo, potente antiossidante.
  • Proteina C reattiva (PCR): prodotta principalmente a livello epatico, in risposta a stimoli quali agenti nocivi, microrganismi patogeni e immunocomplessi, ma anche in seguito a traumi. La sua concentrazione nel sangue aumenta in presenza di processi flogistici di varia natura, quindi non specifica per un’infiammazione cronica.
  • VES (velocità di eritrosedimentazione): calcola il tempo che ci impiega la parte solida del sangue a separarsi da quella liquida (plasma). Meglio però affiancarla a PCR, poiché la PCR è una sostanza presente solamente solo nel sangue delle persone che soffrono di malattie infiammatorie e che quindi aumenta quando ci si ammala e scompare a con la guarigione.
  • Valutazione di citochine pro-infiammatorie come TNF-alpha, IL1, IL6, IL8.

Infiammazione e alimentazione

Una dieta antiinfiammatoria, può servire come terapia complementare in diverse situazioni con l’obiettivo di ridurre l’infiammazione e prevenire o curare le patologie che ne derivano.

Utile se si soffre di:

  • artrite reumatoide
  • psioriasi
  • malattie croniche intestinale
  • sindrome metabolica
  • asma
  • colite
  • diabete
  • obesità
  • malattie cardiovascolari
  • lupus
  • morbo di Hashimoto

Una dieta di questo tipo è molto simile alla dieta Mediterranea in cui si combinano diversi alimenti che sono ricchi di nutrienti e con una buona percentuale di grassi buoni, in particolare ricca di omega 3, ed elevate concentrazioni di antiossidanti. Ricordo, però, che la quantità di un singolo antiossidante contenuto in un alimento non sempre riflette la sua capacità totale , poiché questa dipende dalla sinergia tra le diverse molecole presenti nell’alimento.

Buone Abitudini

  1. Alimentazione sana e variegata
  2. Attività fisica quotidiana: 30 min di camminata
  3. Buona qualità del sonno. La carenza di sonno o anche la mancanza di sonno continuativo è collegata a uno stato infiammatorio, con un aumento nel sangue del fattore di von Willebrand, IL-6.

Alimenti da prediligere:

  1. Frutta e verdura con elevato potere antiossidante (5 porzioni al giorno), in particolar modo quelle dal colore che va dal rosso al blu, poiché contengono antocianine, coloranti naturali con azione antinfiammatoria anticancro, controllo obesità, diabete e problemi cardiovascolari
  2. Cereali integrali (2-3 volte al giorno)
  3. Olio (almeno due cucchiai) ricco di acidi grassi monoinsaturi, antiossidanti e oleocantale (riduce infiammazione e dolore)
  4. Pesce (2-3 volte a settimana) in quanto sono ricchi di omega-3, in grado di ridurre le quantità circolanti nel sangue di PCR, IL-6 (molecole pro-infiammatorie)

Più nel dettaglio

  • MIRTILLI: ricchi di antocianine
  • CIOCCOLATO EXTRAFONDENTE
  • CARCIOFI : preferibilmente cotti al vapore, poiché tramite questa cottura (anche con ebollizione) si rompono le pareti cellulari, rendendo più accessibili gli antiossidanti
  • NOCI
  • FRAGOLE
  • LAMPONI
  • LEGUMI, in particolare fagioli
  • UVA ROSSA
  • SPINACI
  • RAPA ROSSA
  • CAVOLO, preferibilmente rosso, poiché contiene più antocianine
  • ORTAGGI ARANCIONI: PATATE DOLCI, CAROTE, ZUCCA
  • TONNO
  • SALMONE
  • SARDINE
  • ACCIUGHE
  • SEMI DI LINO e ZUCCA
  • AVOCADO
  • CEREALI INTEGRALI: pane, riso, pasta, ma anche avena, orzo, segale, farro, grano saraceno, miglio, amaranto
  • SOIA (Tofu)
  • CIPOLLE
  • MELE
  • ANANAS
  • CURCUMA E ZENZERO
  • KEFIR
  • ACQUA

Alcuni studi hanno mostrato che in persone che facevano una dieta vegetariana presentavano una minor concentrazione di marker infiammatori.

Alimenti da evitare

  • Cibo processato e industrializzato, poiché ricco di zuccheri, conservanti, grassi e sale
  • Dolci, caramelle, gelati
  • Troppo alcol
  • Olio scadente
  • Patatine, snack
  • Bibite zuccherata

Alimenti da limitare

  • Glutine: piante del gruppo Triticum : grano, grano duro, kamut, farro. Evitare di comprare alimenti specifici per celiaci (se non soffrite di celiachia), poiché questi possono contenere additivi (anche chimici) e a volte una maggior concentrazione di grassi, meglio quindi scegliere alimenti che normalmente non contengono glutine: il grano saraceno, il grano turco, il miglio, il riso, l’amaranto e l’avena. Se non siete celiaci non dovete eliminare totalmente il glutine, ma alternare alimenti con e senza glutine.
  • Solenacee: pomodori, melanzane, peperoni, patata. Meglio eliminarle per qualche settimana
  • Carboidrati ad alto indice e carico glicemico
  • Lievito di birra. Il lievito di birra è ricco di diversi nutrienti, tra cui vitamine del gruppo B, ferro, selenio, zinco etc, quindi ha effetti benefici su chi soffre di patologie cardiovascolari (poiché le vitmaine del gruppo B abbassano l’omocisteina, rafforza il sistema immunitario ed utile a chi soffre di anemia, ma un suo uso eccessivo potrebbe portare a gonfiore addominale, meteorismo, quindi da limitare se si soffre di colite.

CAFFE’: il caffè contiene antiossidanti, quali i polifenoli, quindi due tazzine di caffè si possono bere, ma evitare di aggiungere

Supplementi sempre sotto consiglio del medico curante

Omega 3- Zinco (rafforza il sistema immunitario, ma interagisce con calcio e certi antibiotici) – Capsaicina-  te’ verde (contiene caffeina e potrebbe dare problemi di stomaco a chi è sensibile alla caffeina)

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