Descrizione

Il colesterolo è stato isolato per la prima volta nella seconda metà del 1700 ed è uno sterolo, sostanze presenti in tutte le parti del corpo. E’ una sostanza liposolubile che per essere trasportata nel sangue ha bisogno di trasportatori “carrier” chiamate lipoproteine. Le lipoproteine sono classificate in base alla loro densità in: High Density Lipoprotein (HDL), cioè proteine ad alta densità e Low Density Lipoprotein (LDL), cioè proteine a bassa densità. Le HDL, (frazione di colesterolo definito buono) trasportano il colesterolo dalla periferia del corpo verso il fegato in modo da poterlo riutilizzare, mentre le altre, le LDL (definite cattive) veicolano il colesterolo dal fegato alla periferia, favorendo la sua naturale tendenza a depositarsi sulla parete dei vasi arteriosi. Le LDL veramente pericolose per l’aterosclerosi sono le LDL ossidate, cioè alterate, a causa di alimenti industrializzati e raffinati che provocano un aumento dei radicali liberi che vanno ad alterarle. Esiste anche un’altra lipoproteina molto simile a LDL, denominata Lp (a). La sua concentrazione varia da individuo a individuo e sembra avere un ruolo importante nella patogenesi del danno vascolare, provocando sia degenerazione aterosclerotica, poiché rimane intrappolata nella tonaca intima dei vasi sanguigni, che promuovendo trombosi, poiché impedisce la dissoluzione dei coaguli di sangue.

Produzione:

La maggior parte del colesterolo (circa 80%) è di produzione endogena (cioè creato dall’organismo), infatti il fegato sintetizza circa 1-1,5g di colesterolo al giorno partendo da una molecola acetil-CoA che è sotto stimolo diretto dell’insulina, che insieme a quello prodotto da altri tessuti del corpo porta questo valore a 2g.  Il colesterolo introdotto con l’alimentazione normalmente è di un valore attorno a 0.1-0.3g, si evince quindi che l’organismo sintetizza una quantità di colesterolo elevata, ma non bisogna sottovalutare il ruolo della dieta nella regolazione del livello di colesterolo sanguigno, infatti da quello detto prima si deduce che la produzione di colesterolo può aumentare in seguito all’ingestione di alimenti e carboidrati ad alto indice glicemico.  Ricordo che solo gli alimenti di origine animale apportano colesterolo. I livelli di colesterolemia non dipendono però solo dall’ alimentazione, ma da un insieme di fattori come l’attività fisica, farmaci, stress, fibre e micronutrienti.

Ruolo:

Il colesterolo è una molecola molto importante per il corpo, poiché ha diverse funzioni, quali:

  • precursore di importanti molecole biologiche come cortisolo, testosterone, estrogeni, steroidi anabolizzanti, Coenzima Q10,
  • precursore della vitamina D (importante per migliorare l’assorbimento del calcio)
  •  entra nella composizione delle guaine mieliniche (circa il 25% del colesterolo totale è presente nel cervello e 45% nei nervi periferici), indicando un suo possibile ruolo nella trasmissione a distanza dell’impulso elettrico-nervoso
  • Importante per la produzione dei succhi biliari (importanti per emulsionare i grassi assunti con l’alimentazione, favorendo così l’assorbimento di vitamine liposolubile quali A, E, K)
  • componente delle membrane cellulari a cui dona sia rigidità che flessibilità e forma.

Valori di colesterolo

La quantità di colesterolo presente nel sangue è definita colesterolemia. Il valore ritenuto normale è intorno a 180-200mg/dL, quando questo valore viene superato si parla di ipercolesterolemia, mentre quando il valore è inferiore a 130 mg/dl si parla di ipocolesterolemia. In entrambi i casi bisogna prestare attenzione.  Attualmente non si valuta più solamente il valore del colesterolo totale, ma vengono valutati diversi parametri e si osservano i valori di LDL e HDL. Attenzione però, il valore va tarato a seconda dello stato di salute della persona. In persone ad elevato rischio, ovvero in chi soffre di diabete, ipertensione, obesità, sedentarietà, fumo e in chi ha già avuto passati eventi cardiovascolari, i valori di colesterolo LDL devono essere tenuti bassi, nelle persone che invece non presentano questo rischio il valore può tranquillamente arrivare a 130 mg/dl.  In particolar modo è stato osservato il ruolo predittivo del colesterolo HDL indipendentemente dal restante assetto lipoproteinemico, e che basse HDL sembrano essere predittive di un alto rischio cardiovascolare. Se una persona presenta un rischio di patologie cardiovascolari molto basso ma ha livelli di colesterolo alto non necessariamente deve essere trattato farmacologicamente, basta una giusta alimentazione e un po’ di attività fisica, in particolar modo attua ad aumentare le HDL. Ricordo inoltro che le statine (farmaci usati contro ipercolesterolemia, in quanto bloccano l’attività della HMGCoA-reduttasi (idrossimetilglutaril-coenzima A-reduttasi), l’enzima che catalizza la prima reazione chimica del processo che porta alla sintesi di colesterolo da parte delle cellule epatiche, presentano alcune controindicazioni principalmente associati a una sintomatologia muscolare e alcuni studi sembrano mostrare una attività prodiabetica.  

                                          Valori (mg/dL),

Colesterolo totale     < 200:   normale    basso, valore desiderabile  

                                     200-239: borderline alto moderato  

                                   >240:alto alto

Colesterolo LDL         <130: normale basso, valore desiderabile  

                                      130-159: borderline alto moderato 

                                       >159: alto 

Colesterolo HDL          <40 negli uomini    e <50 nelle donne: basso 

                                      40/50-59: normale  medio-basso  

                                       >60: alto (protettivo per le malattie cardiovascolari)

Colesterolo e alimentazione

In primis ricordo che l’assunzione di colesterolo tramite l’alimentazione blocca la produzione interna attraverso l’inibizione del HMGCoA-reduttasi (idrossimetilglutaril-coenzima A-reduttasi), l’enzima che catalizza la prima reazione chimica del processo che porta alla sintesi di colesterolo da parte delle cellule epatiche. Quindi non dobbiamo eliminare le uova completamente dall’alimentazione, ma si possono mangiare in modo bilanciato, anche 5 alla settimana (alcuni studi dicono anche tre uova al giorno). Le uova, infatti sono una fonte di nutrienti essenziali preziosi, come di proteine nell’albume  (attenzione però che andrebbe sempre cotto, per inattivare avidina che ostacola l’assorbimento delle proteine utili ), grassi mono-poliinsaturi ma anche oleico, vitamine, Sali minerali, antiossidanti come la luteina e la zeaxantina, importanti anche per l’occhio.

1. Bisogna aumentare i livelli di colesterolo HDL, aumentando l’assunzione di omega tre

 2. Ridurre l’obesità, in particolar modo il grasso addominale

3. Incrementare l’attività fisica, in particolare quella di tipo aerobico, come camminata veloce, ciclismo etc (alza i livelli di HDL) specialmente se con picchi di alta intensità. Quotidianamente evitare di prendere l’ascensore, ma fare le scale, parcheggiare la macchina un o’ più lontano dal posto di lavoro, camminare almeno 20-30 min al giorno.

4. Smettere di fumare (fumo infatti influenza assai negativamente il livello dell’HDL)

Gli alimenti da assumere in particolar modo sono:

  • Semi di lino (tutti i giorni)
  •  Legumi: lenticchie, ceci fagioli (da 2 a 4 volte a settimana). Molto importante sciacquare i legumi e lasciarli in ammollo, meglio se in acqua tiepida e acidula, per diverse ore, in modo tale da eliminare i fitati, molecole che chelano, cioè legano, alcuni minerali, tra cui calcio, ferro, zinco, magnesio.
  •  Frutti a guscio: mandorle, noci (tutti i giorni)
  • Olio di oliva (meglio extravergine spremuto a freddo) (tutti i giorni)
  • Avocado
  • Prodotti della pesca: merluzzo, sardine, aringhe, sgombro, salmone e tonno (2 volte a settimana)
  • Cereali integrali, in particolare l’avena (per esempio alla mattina), riso integrale, segale (tutti i giorni)
  • Aglio
  • Alimenti ricchi di vitamina C, che aiutano a ridurre i livelli di Lp(a): ribes, kiwi, peperoni, agrumi, zucca, fragole, cavolo, rucola, broccoli, ananas, spinaci, pomodori, porro (tutti i giorni)
  • Carciofo
  • Mela
  • Zenero
  • Soia e derivati: tofu, tempeh, miso. No salsa di soia, poiché ricca di sale ed evitare alimenti contenenti la soia se si soffre di ipotiroidismo.
  • Avere un’alimentazione con pochi zuccheri semplici e a basso indice glicemico, poiché come spiegato precedentemente gli zuccheri hanno un effetto fortemente insulino stimolante e l’insulina rappresenta un fattore per la produzione endogena di colesterolo LDL e abbassamento di HDL
  • Bere 30ml di acqua per Kg di peso corporeo (indipendentemente da problemi di ipercolesterolemia)

Un aiuto fitoterapico sembra poter derivare da Cardo Mariano, Cinara, Glycine Max, Allium sativum  secondo le indicazioni del vostro medico, in quanto ogni trattamento deve essere fatto con cautela.

Molti integratori contro il colesterolo contengono riso rosso fermentato, prodotto derivante dalla fermentazione del riso (Genere Oryza  specie sativa) da parte del fungo Monascus Purpureus,  il quale rilascia dei composti chiamati monacoline, soprattutto monacolina K,  che ha un effetto simile alle statine usate nella terapia farmacologica, poichè agisce attraverso l’inibizione competitiva dell’enzima HMG-CoA (3-Hyroxy-3Methyl-Glutaryl-Coenzima A) reduttasi, esattamente come le statine. Però, come tutte le cose, sembrano esserci delle controindicazioni in una loro assunzione prolungata nel tempo e a dosi elevati, infatti sembra provocare effetti indesiderati a livello  dell’apparato muscolare e fegato, come miopatie e  dolori muscolari, quindi chiedere sempre parare al medico prima di assumerlo.

Inoltre, è stato osservato una diminuzione dei livelli di Q10 nei soggetti che assumevano statine. Il coenzima Q10 è un potente antiossidante/antiinfiammatorio presente in maniera ubiquitaria nel corpo, importante per il corretto funzionamento dei mitocondri, organuli deputati alla produzione di energia, i cui livelli si riducono normalmente con l’avanzare dell’età e assunzione di farmaci.

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